Mi sono innamorata di Berlino nel 2017. Una delle mie prime vacanze in Nord Europa, una delle prime volte in cui ho incontrato culture diverse in un ostello e mi sono sentita parte di qualcosa di piú grande, io che fino a quel momento avevo paura di prendere un aereo.

Berlino è stato un colpo di fulmine che mi ha rapita in 5 giorni, un legame che non capivo. Era una città buia, grigia, estranea. Eppure, qualcosa mi diceva che nascondeva qualcosa per me che sarebbe stato importante.

Nel 2019 prendo il primo appartamento in affitto da sola in un piccolo borgo medievale marchigiano e capisco, che nonostante la vita sia bella lí, mi sta stretta. Berlino mi torna in mente, mi torna nel cuore e con lui, caso vuole, uno dei miei piú grandi amori.

Mi innamoro perdutamente di lui, nato nella mia terra ma che ha scelto Berlino. Ci rivediamo, ci amiamo, ci perdiamo l’uno nell’altra non pensando mai al come, mai al perchè.

La Germania sembra il mio porto sicuro, la mia casa, la culla di tutto l’amore. Passo l’anno studiando tedesco e volando ogni mese a Berlino per perdermi in quell’amore immenso e incontrollabile. Non ho più dubbi su cosa io debba fare.

É il 2025, quel porto sicuro non era sicuro, ma mi ha salvata. É diventato fonte di un amore materno, il più grande mai provato. L’amore passionale se ne é andato da quel giorno in cui, trasferitami qui, sono stata lasciata a me stessa, tra pandemia e il grigiore tedesco.

Sono seduta in un Pub di Amburgo, il Berliner Betrüger. Mi viene in mente che il coraggio di rimettere piede a Berlino non l’ho trovato in 5 anni nonostante stia a due ore di treno. I grandi amori ti si mangiano e ti risputano, ma prima o poi diventano luoghi ameni da cui tornare per sentire calore.

É straordinario quello che mi ha dato una città, quello che mi ha spinta a fare.

Che importa poi, che sia finita: Berlino ha una parte di me, Berlino É una parte di me.

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