Consumata in fretta e buttata via come quello yogurt in frigo scaduto da un giorno che se ne sta lí da solo prima di far la spesa: dicono tutti che quella scadenza é indicativa e non ti verrà mal di pancia. E poi che fatica andare al supermercato (e si sa, con la fame rischi di scegliere male e in fretta).
Ci andrai più tardi, a pancia non piena ma quieta, lento e pigro come un verme, lasciando a casa la spazzatura.
A me, incubatrice dei tuoi angoli più bui e delle due uniche luci della tua vita che non ti permetteró di spegnere, lasci solo la convinzione di essere una necessità e mai una scelta.
Invecchi il mio viso e la mia speranza. Divori la mia forza e il mio amor proprio. Mi fai rovesciare parole e non le raccogli da terra, ma ci passi sopra con arroganza spargendole sul pavimento creando una disgustosa moquette di disperazione che nessuno ha voglia di pulire.
Lo farai tu con la lingua, facendo quelle parole tue quando subirai un dolore simile e io mi saró giá alzata, luminosa e incapace di ricordarne il significato. Non ti capiró più, come risvegliatami da un coma lungo che lascia una piacevole amnesia.
Sono luce che non puoi spegnere, forza che non avrai mai, amore e verità che non meritavi.