C’è tanta energia nell’elettricità di un contatto che ci scuote. I brividi che arrivano prima che le mani ci tocchino, come i capelli che vicino al cuscino del divano si fanno leggeri per forza elettrostatica.

Viviamo per quei secondi di estasi, con la paura che stiano per trasformarsi in cenere, perché poi alla fine succede, in un modo o nell’altro; in un momento o nell’altro.

La cenere è un naturale fertilizzante che ci farà crescere più robusti; tuttavia i nostri nuovi fiori non saranno così sgargianti e floridi in primavera.

La nostra primavera sarà fredda e piena di pioggia come quella di Amburgo.

Bella, austera, distante e non più così tenera.

E neanche il ricordo dei momenti prima di quel contatto ci scalderà.

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