Eccoti, ti vedi. Sei bella e forte come una tempesta da guardare attraverso una finestra quando si ha paura dei fulmini.
Un tuono che fracassa il limite del tempo, governato dalla casualità.
Sono piovuti lacrime e risentimenti, ma poi é arrivato sempre il sole e ti sei perdonata stringendoti tra le tue braccia.
Non si contiene tanta forza e tanta luce, dopo che il buio ha fatto il suo corso.
Alcuni alberi si sono spezzati in un processo di rigenerazione che doveva accadere: avevano radici profonde, ma erano vecchi e fragili, erano convinzioni che andavano abbattute.
Avevano dato ossigeno alla tua evoluzione e si erano spenti sapendo di aver adempiuto al loro compito.
Avevano tuttavia gettato gemme per la nuova vita, in attesa di nuove tempeste a cui resistere o perire.