Quando arriva l’inverno si congelano i miei buoni propositi. Dedico ogni fibra del mio corpo al mantenere un tipo di calore diverso da quello fisico. Sono un tipo di personalità, almeno, ambivalente. Gelida, nera, fragile/ in fiamme, irradiante luce, piena di energie che vanno catartizzate. Questi due estremi tirano con ogni loro forza in direzioni opposte e mi lacerano.

Un eterno doloroso contrasto tra bene e male, tra luce e oscurità.

Un gioco di specchi distorti che non mi dà il sollievo di un chiaro profilo da tracciare.

Sono costantemente affamata dei vizi e piaceri della vita e incline ad ogni tipo di dipendenza;

all’eterna ricerca di una forma sempre più violenta di autocontrollo, per sedare quella parte di me che più si sente repressa più si avvicina in un vortice di turbamenti,

alla collisione del piacere e del dolore,

lato sinistro e destro dello stesso imponente essere.

E fumo, bevo, faccio l’amore come se fossero piccole morti da cui risorgere;

come se ogni volta una parte di me in ipossia prendesse ossigeno per evitare la cancrena;

come se un domani non ci fosse e paradossalmente, per crearlo da una nuova esplosione cosmica.

Lascia un commento