L’autostima é, tra le altre cose, un ottimizzatore del tempo.

Ad esempio, impiego più tempo a convincermi di sbagliarmi di quello che spendo ad accettare che ho quasi sempre ragione. E penserete: beh, l’autostima a quanto pare non ti manca. Io la chiamerei piuttosto “processo di idealizzazione-svalutazione”. Io pretendo molto da me, troppo, ma so anche che posso pretenderlo.

Non so se, come spesso mi ha detto mio padre, dipenda dal mio spiccato spirito contraddittorio e di contraddizione.

Insomma, senza litigare é una noia, soprattutto se sto ore con me stessa e nessun altro.

Sono convinta che se avessi ascoltato il famoso sesto senso, invece di perdere ore, giorni, settimane o anni a pensare di essere nata dal ventre della paranoia, mi sarei risparmiata il 70 % delle cazzate che ho fatto. E dico 70 %, perché é una percentuale credibile, un mediocre numero che non é troppo vicino alla metà ma neanche al totale.

Qualche volta é meglio andare “a sentimento”, soprattutto se é più affidabile del cervello che, probabilmente in una scena alla “Frankenstein Junior”, ti hanno rifilato per sbaglio.

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