Una mosca in una stanza con una finestra aperta: continuo a sbattere contro le pareti perché sono dipinte di giallo e somigliano cosí tanto alla luce. Mi faccio male, frantumo le mie ali, faccio fatica a volare nuovamente ogni volta che mi appoggio sulla superficie.

Dalla finestra penetra il vento: è gelido, soffia cosí forte; ho paura che mi uccida. La luce del sole è con ogni probabilità reale, ma non mi fido mica: in fondo come può essere vero qualcosa che non posso toccare? E poi, il dolore che mi fracassa il corpo quando sbatto contro il muro lo conosco, ma non saprò mai com’è morire bruciati posandosi sul sole: di che stiamo parlando? Zzz…Zz…e il silenzio.

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