Ho pagato

un’ultima lacrima al vento;

ne ha fatto odore di sangue.

Percepisco quell’ essenza dal profondo del mio abisso.

Sono codice da decifrare,

lingua che nessuno vorrà mai parlare.

Apro le mie pagine e le scopro bianche.

 

Sono china nera,

intagliata su un letto di cera colorata;

le lame mi spogliano

e lo fanno con violenza.

 

Ritorno al nero,

con irregolari tagli sulla carta

che non verranno mai oscurati;

saranno strada di nuovo, doloroso,

acciaio.

 

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